Punti salienti del Castello
Vicolo d'Oro, il Palazzo Reale e la Basilica di San Giorgio
Nessun alchimista ha mai vissuto nel Vicolo d'Oro. Ecco cosa c'è di vero su di esso, sulla Sala Vladislao, sulla Seconda Defenestrazione di Praga e sulla Basilica di San Giorgio.
Check dates and availability ↗Vicolo d'Oro, Palazzo Reale e San Giorgio: fatti essenziali
| Sito | Fatto essenziale |
|---|---|
| Vicolo d'Oro | La leggenda degli alchimisti è falsa; la prima pietra fu posata il 16 settembre 1597; 16 case, 9 con un'esposizione sulla vita nel vicolo |
| Vicolo d'Oro, Casa n. 22 | Franz Kafka visse qui dal 1916 al 1917 e scrisse gran parte di "Un medico di campagna |
| Sala Vladislao (Antico Palazzo Reale) | Oltre 60 m di lunghezza, 16 m di larghezza; costruita dal 1490 al 1502 da Benedikt Ried; volta a costoloni autoportante; qui viene eletto il presidente ceco |
| Seconda Defenestrazione di Praga | 23 maggio 1618; due governatori e un segretario caddero da circa 15 m e sopravvissero; scatenò la Guerra dei Trent'anni |
| Basilica di San Giorgio | Fondata nel 920 d.C. dal principe Vratislao I e consacrata nel 921; la struttura visibile è la ricostruzione del 1142 dopo l'incendio |
Vicolo d'Oro: nessun alchimista vi ha mai abitato
Il soprannome popolare del Vicolo d'Oro, "strada degli alchimisti", è una leggenda moderna, non un fatto storico: nessun alchimista ha mai realmente vissuto o lavorato in queste case. Persino la spiegazione più sobria e comunemente ripetuta, secondo cui vi abitavano gli orafi, è messa in dubbio dagli storici. Una teoria sull'origine del nome è ben più prosaica: la strada potrebbe essere stata chiamata "d'oro" in senso ironico, perché sporcata dai rifiuti anziché adornata di qualcosa di prezioso. Se sentite una guida o leggete una targa ripetere la storia degli alchimisti come un fatto, vale la pena sapere che si tratta di un mito che la stessa storia del castello non conferma: consideratela folklore, non documentazione.
Il Vicolo d'Oro oggi: sedici case, cinque secoli di vita
La prima pietra del vicolo fu posata il 16 settembre 1597, e le sue sedici piccole case furono costruite nello spazio tra i bastioni settentrionali e l'antica Casa del Supremo Burgravio. Nove delle sedici case ospitano oggi un'esposizione permanente sulla vita quotidiana nel vicolo attraverso cinque secoli, dagli artigiani e dal personale del castello che vi abitarono originariamente fino ai residenti successivi. È un tratto compatto e percorribile a piedi, e le case-esposizione trasmettono un senso autentico di quanto questo angolo del castello fosse angusto e vissuto, in contrasto con le grandi sale del palazzo vicino.
Casa n. 22: dove scriveva Kafka
Franz Kafka visse nella casa n. 22 del Vicolo d'Oro, la casa di sua sorella Otília, dal 1916 al 1917, e vi scrisse gran parte de "Un medico di campagna". È una piccola, precisa nota letteraria all'interno di un sito ben più antico, e la casa è una delle tappe più visitate del vicolo proprio per questo legame. Se vi interessa la storia letteraria di Praga e non solo il suo passato regale e militare, questa è l'unica casa del Vicolo d'Oro per cui vale la pena rallentare, distinta dalla più ampia esposizione che attraversa cinque secoli nelle altre nove case del vicolo.
La Sala Vladislao: cavalieri in torneo ed elezioni presidenziali
All'interno del Vecchio Palazzo Reale, la Sala Vladislao è lo spazio più straordinario: oltre 60 m di lunghezza e 16 m di larghezza, costruita tra il 1490 e il 1502 dall'architetto Benedikt Ried. La sua volta a costoloni tardo-gotica copre l'intera larghezza della sala senza un solo supporto intermedio, un vero prodigio ingegneristico per l'epoca. La sala fu originariamente costruita abbastanza ampia da ospitare tornei cavallereschi al coperto, con i cavalli condotti direttamente all'interno, e storicamente vi si tennero incoronazioni reali. Ancora oggi è in uso attivo: il presidente ceco viene eletto dal parlamento proprio in questa sala.
La Seconda Defenestrazione di Praga
Il 23 maggio 1618, nobili protestanti gettarono dalla finestra due governatori cattolici e un segretario nella Cancelleria Boema: l'evento è oggi noto come la Seconda Defenestrazione di Praga. Tutti e tre caddero per circa 15 m e tutti e tre sopravvissero. Proprio questo fatto è la parte davvero sorprendente della storia; leggende contrastanti spiegano la sopravvivenza in modi diversi, un mucchio di letame che attutì la caduta oppure un intervento divino, a seconda di chi lo racconta, ma nessuna delle due spiegazioni è un fatto accertato, quindi è meglio presentarla come un mistero aperto. L'incidente stesso è ciò che scatenò la Guerra dei Trent'anni.
Basilica di San Giorgio: fondata nel 920, ricostruita nel 1142
La Basilica di San Giorgio è la chiesa più antica ancora esistente al Castello di Praga, fondata dal principe Vratislao I nel 920 d.C. e consacrata l'anno successivo, nel 921. Non crediate però che l'edificio che avete davanti risalga al 920: dopo un incendio, la basilica fu in gran parte ricostruita nel 1142, ed è proprio quella ricostruzione romanica a sopravvivere ancora oggi, definendo l'aspetto attuale della struttura. La data di fondazione vi svela quanto sia antica la storia di questo sito; la pietra visibile, invece, vi racconta come appariva davvero la ricostruzione settecentesca di una chiesa altomedievale, un dettaglio da tenere bene a mente prima di varcarne la soglia.